Perché leggere un blog sulla fotografia di matrimonio

In questa “sezione” (che brutta parola, ma non me ne viene in mente una migliore), proverò a scrivere, descrivere alcuni aspetti interessanti sulla fotografia di matrimonio.

Insomma, diciamoci la verità, sino a qualche anno addietro, il fotografo di matrimonio era visto come un fotografo di serie b, oramai la cosa è stata ampiamente sdoganata.

Il fotografo di matrimonio, ha assunto non solo la piena dignità professionale, ma un posto tutto suo nella fotografia.

E’ nato quello che viene chiamato il reportage di matrimonio (è nato negli stati uniti), che ha sviluppato un linguaggio per raccontare questo importantissimo evento..

Come per tutte le lingue, bisogna studiarla, applicarsi e non perdere l’esercizio e soprattutto evitare di chiudersi nei cliché del wedding.

Qualche tempo fa lessi un bell’articolo di Settimio Benedusi, uno dei più bravi fotografi di moda italiani, mi piacque e ve lo propongo anche a voi :

“E’ vero: i fotografi di matrimonio vengono spesso e volentieri guardati da quelli che fanno moda e pubblicità dall’alto in basso. Una specie di grado zero della fotografia professionale.

Ovviamente è una stupida generalizzazione, ci sono ottimi fotografi che fanno ottimi servizi fotografici di matrimonio.

A parte qualcuno la maggior parte dei matrimoni che vedo fotografati li trovo terrificanti. E già!

Cerco di essere costruttivo e non solo inutilmente e genericamente distruttivo. Terrificanti perché? Perché trovo che siano nella maggior parte dei casi realizzati con un enorme, macroscopico, evidente difetto: l’invadente presenza del fotografo. Succede infatti che il matrimonialista (che termine orrendo!) abbia un preciso atteggiamento: quello di segnare il territorio con effetti mirabolanti per urlare al mondo intero che lui era lì, a fare le fotografie. E quindi giù grandangolari, effetti speciali, punti di vista strani, flash…tutte cose che fanno la loro porca figura, tutte cose che aiutano a fare una fotografia clamorosa, in una certa maniera anche bella, ma che hanno, dal mio punto di vista un enorme, grave, imperdonabile difetto: nascondono il vero racconto, che è il matrimonio.

E’ come se il fotografo dicesse “hey, guarda come sono bravo!” e non “cazzo che bel matrimonio!”: sono due racconti molto diversi che vogliono un linguaggio molto diverso.

Spero di essermi spiegato.

Tutti questi ragionamenti sono frullati nella mia testa guardando un servizio di matrimonio che mi è piaciuto veramente molto. Come e forse anche più di un bel servizio di moda di qualche blasonato giornale.

Perché, ovviamente, i generi non vogliono dire nulla: l’unica differenza è tra i servizi fotografici buoni e quelli che buoni non sono. Tutti qui.” fonte Settimio Benedusi

articolo originale

In conclusione, condivido rigo per rigo quello che dice Benedusi e credo che la discrezione e la sensibilità del fotografo, siano elementi imprescindibile, per un ottima esecuzione.